TeatroLab – Corsi di Teatro

 

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 IL LABORATORIO TEATRALE…2 ORE FUORI DAL MONDO! Corsi di Teatro

Il laboratorio teatrale (TeatroLab) è un luogo di sperimentazione, dove gli attori (persone) possono effettuare un’attenta ricerca di sé, conoscere meglio gli altri e se stessi, sviluppare la propria creatività e la propria fantasia, attraverso la conoscenza della disciplina, dell’etica teatrale e del lavoro scrupoloso dell’attore su se stesso.

Essendo sperimentale, il laboratorio necessita di precise regole da seguire, per poi essere superate; tali principi sono stati raccolti nello scritto L’etica di Stanislavskij[1]: nella prima parte l’autore spiega che è fondamentale rivivere la scena; attraverso il subconscio, la volontà, e la coscienza si deve giungere ad esprimere esternamente quello che è interiore, con l’apporto indispensabile della voce e del corpo che devono comunicare con precisione le sensazioni interiori.

Il subconscio è molto importante, in quanto è indispensabile alla creazione; esso si manifesta in effetti in tutti gli aspetti della vita normale, ma deve essere costantemente stimolato.

Usando la psicotecnica, insieme di tecniche attive per lo sviluppo della persona, si porta l’attore (persona) in una condizione creativa che consente il prodursi del processo creativo subcosciente.

Concentrando l’attenzione sul problema principale si stimola l’intervento del subconscio per la soluzione di tutti quelli minori.

L’etica e la disciplina sono aspetti indispensabili alla carriera dell’attore e allo sviluppo della persona; senza di esse una perfetta e complessa macchina come il teatro smetterebbe ben presto di funzionare.

Sono tantissime le persone che concorrono a mettere in scena un pezzo teatrale e senza una severa disciplina non sarebbe assolutamente possibile la realizzazione di uno spettacolo.

Inoltre, l’etica per un attore vuol dire affrontare il proprio lavoro in maniera responsabile avendo cura della propria parte, ma anche di quella dei colleghi e dei compagni.

Deve inoltre impostare la propria vita privata con gli stessi principi.

Bisogna immaginare il laboratorio teatrale e i corsi di teatro, dunque, non solo come un luogo dedicato agli aspiranti attori teatrali, ma anche e soprattutto un posto dove chiunque possa trarre giovamento dalla pratica e dalla disciplina teatrale.

Proprio partendo da tale presupposto, si possono riscontrare notevoli analogie tra l’esperienza del laboratorio teatrale e quella riabilitativa logopedica: ambedue, infatti, necessitano di un rapporto empatico che unisce i vari soggetti; in entrambi i casi è fondamentale conoscere attentamente il soggetto che ci si trova di fronte, valorizzare gli aspetti positivi e potenziare gli aspetti negativi, tenendo conto dell’influenza del particolare vissuto della persona.

[1] Attore, regista, teorico teatrale russo, inventore del celebre “metodo Stanislavskij”.

 

 LA “TEATROPEDIA”

Il termine logopedia nasce dalla fusione di due parole di origine greca:

  • Λόγος (lògos) :parola, discorso, che viene inteso anche come ragionamento ;
  • Παιδεία (paidèia): educazione, intesa come ricerca dell’identità e della dimensione dell’uomo.

Λόγος, però, non vuole significare semplicemente parola o discorso, ma, in origine, veniva utilizzato per indicare tutto ciò che conduce dall’acquisizione della singola parola al ragionamento e quindi al linguaggio ed alla comunicazione; allo stesso modo la παιδεία, nel suo significato letterale ed originario, vale come educazione, tecnica con cui il fanciullo è preparato alla vita. Infatti, il significato più nobile della parola “logopedia”, esprime l’educazione come ricerca dell’identità e della dimensione dell’uomo.

Il termine va ad esprimere l’ideale della formazione umana. I latini la tradussero con humanitas, come un’azione che la società opera nei confronti dei singoli individui, un processo personale del soggetto, nell’acquisizione dei dati necessari al proprio sviluppo globale. Essa, dunque, non si limita ad una fase della vita dell’uomo ma è, o dovrebbe essere, una costante.

Si è partiti dall’etimologia della parola per indicare quella che dovrebbe essere l’attività logopedica: un percorso educativo fondamentale nella vita della persona, che la aiuti ad acquisire determinate abilità indispensabili al processo comunicativo e a riabilitare determinate competenze perdute a seguito di eventi patologici.

Il teatro, inteso come corsi di teatro, diventa un processo educativo nel momento in cui implica un lavoro del soggetto su sé stesso, che lo porta alla scoperta del proprio essere uomo.

Il teatro educativo vuole giungere a operare una sintesi equilibrata tra un concetto di arte e una visione strettamente pedagogica che attribuisca all’attività teatrale obiettivi prettamente formativi.

In una fase importantissima, quale può essere quella della prevenzione, il teatro, inteso come corsi di teatro, ha la capacità di individuare le eventuali tare comunicative del soggetto e di porvi rimedio attraverso l’acquisizione delle tecniche teatrali basilari e dello sviluppo globale della persona. Affinché ciò avvenga, è consigliabile che soggetti in età scolare frequentino precocemente un laboratorio teatrale adeguato, che faccia acquisire specifiche competenze comunicative, il senso del sé (intrapersonale ed interpersonale), la conoscenza dello schema corporeo (che conduce ad una maggiore padronanza del corpo), oltre a sviluppare tutto il mondo dell’immaginario, della fantasia e dell’espressività. Ma il teatro, ed in particolare la teatroterapia, assume un ruolo preponderante anche nel corso del trattamento delle patologie comunicative.

Tecniche teatrali quali l’impostazione della respirazione e della voce, la drammatizzazione, il rilassamento corporeo, la psicotecnica, uniti a specifici trattamenti logopedici, consentono di raggiungere risultati altamente performanti e di poter azzardare la nascita di un termine nuovo, che avvalori il connubio e le analogie tra la scienza teatrale e l’arte della cura logopedica: la teatropedia.