I 7 pregiudizi che (tutti) abbiamo verso il teatro (Quarta e quinta puntata)

Tutti noi, nessuno escluso, abbiamo diversi pregiudizi (e poi giudizi) sul teatro, sull’andare a teatro da spettatori e sul fare teatro da attori.

Per vivere bene, essere felici e sereni basterebbero piccoli accorgimenti che, incredibile ma vero, pare possano essere utilizzati da chi fa teatro.

 

 

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Moltissime persone, quando parlano di teatro, tirano fuori i motivi che li spingono a NON esercitare la pratica teatrale o, addirittura, a non andare a teatro. Secondo queste persone il teatro fa schifo e continuano a ripetere 7 frasi tipiche

  1. È noioso
  2. Non sono portato
  3. Non è una cosa che mi interessa
  4. Non posso applicarlo nella vita di tutti i giorni
  5. Non mi è utile per la mia attività lavorativa
  6. Mi vergogno/Non ho abbastanza autostima
  7. Non sono abbastanza colto (intelligente)

 

E adesso affrontiamo uno per uno questi punti cercando di superare questi pregiudizi.

 

Oggi parliamo del quarto e del quinto  punto:

Non posso applicarlo nella vita di tutti i giorni

 

La pratica teatrale, in particolare gli esercizi che si svolgono durante il laboratorio teatrale, sono utilissimi nella vita di tutti i giorni, senza dover per forza desiderare di fare l’attore.

 

Anzi, paradossalmente, moltissimi esercizi servono maggiormente a chi non vuole fare l’attore professionista.

 

Tutti gli esercizi legati alla respirazione, ad esempio, sono straordinariamente utili nella vita: quando facevo il tirocinio per la mia laurea in logopedia, ritrovavo moltissimi esercizi che da bambino avevo fatto con il teatro, l’impostazione della respirazione diaframmatica e tutte quelle pratiche che servono a prevenire o curare le disfonie, le alterazioni qualitative o quantitative della voce o addirittura a sollevare pesi!

 

Non solo, tutto quello che riguarda la presenza scenica, la concentrazione e l’attenzione, sono competenze spendibili nella vita sociale, nel raggiungimento degli obiettivi e quindi anche nell’attività professionale.

 

Quindi tu vai per fare un corso di teatro e ti ritrovi con delle competenze che prima non avevi e che, letteralmente, ti cambiano la vita! In particolare, tutta la parte che riguarda la fiducia; a teatro bisogna fidarsi l’uno dell’altro, è l’unico posto in cui questo è possibile perché tutti quanti insieme collaborano per raggiungere un unico obiettivo. E questo fa si che il tuo atteggiamento nei confronti della gente possa cambiare e anche la gente stessa si accorgerà di questo tuo positivo cambiamento.

Non mi è utile per la mia attività lavorativa

 

Tutti i lavori, oggi, implicano o richiedono una certa dose di concentrazione. Concentrazione? E che cos’è?

E’ quella straordinaria capacità dell’uomo di focalizzare la propria attenzione su un aspetto della propria attività o della propria vita. E, focalizzando attenzione e concentrazione, i tempi si riducono enormemente. Un lavoro o qualsiasi altra attività che faresti in 1 ora, guardando il cellulare, navigando in internet, controllando le notifiche dei social, sfruttando la tua concentrazione potresti farla in 15 minuti. E non è un modo di dire: ho voluto confrontare questa mia teoria proprio scrivendo questo libro e ho potuto verificare che è assolutamente veritiera.

 

E la presenza scenica, il posizionamento nello spazio, la prossemica, la relazione spaziale tra due corpi, aiutano tantissimo la relazione, la comunicazione e quindi anche il lavoro.

 

C’è una frase che mi ha colpito particolarmente durante l’università: una ragazza, ascoltandomi agli esami e in momenti meno formali, disse che io avrei potuto dire qualsiasi cosa e sarebbe sempre sembrata una cosa importante. Questo non vuol dire prendere in giro la gente, ma significa avere un tono sicuro, tranquillo, affidabile, anche attraverso il linguaggio del corpo.

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